Lo Streaming partirà il 28 gennaio. E la libertà dei cittadini?

estratto del Nuovo Quotidiano di Puglia del 22/1/2016

estratto del Nuovo Quotidiano di Puglia del 22/1/2016

E’ notizia di oggi la dichiarazione del Presidente del Consiglio Comunale, Gabriele Bucci, resa alla stampa locale, in merito all’imminente attivazione del servizio streaming, già dal prossimo Consiglio previsto per le h. 16:00 di giovedì 28 gennaio 2016.

Anche se in Commissione Ordinamento il tema sarà affrontato domani mattina alle h. 10, quella riportata dal Nuovo Quotidiano di Puglia odierno è un’ottima notizia per quanti, negli ultimi anni, si sono battuti affinchè aumentasse il livello di trasparenza dell’amministrazione comunale e la possibilità di informarsi dei cittadini magliesi.

Tuttavia, non è ancora chiaro che ne sarà della libertà che, fino allo scorso luglio, i singoli cittadini avevano, di effettuare foto e video dei lavori consiliari o di parte di essi e di pubblicarle sui social network.

Il Presidente Bucci, a riguardo dichiara che la bozza di regolamento prevede che: “chiunque voglia, per motivi di cronaca o informazione, effettuare videoriprese durante le sedute pubbliche dell’Assise, dovrà presentare apposita richiesta scritta almeno due giorni lavorativi antecedenti la seduta”.

E’ qui il vero nodo sulla trasparenza e sulla libertà di informazione.

Questa “richiesta scritta” ha il valore di una mera comunicazione?

Oppure, per effettuare riprese, ci sarà il bisogno di una successiva autorizzazione da parte di qualcuno?

E chi dovrà concedere quest’eventuale autorizzazione?

E sulla base di quali criteri?

Domani, dopo la riunione della Commissione Ordinamento, ne sapremo di più.

About Luigi Gianfreda

Come si dice in maniera politicamente corretta, “sono diventato imprenditore di me stesso!”; dopo anni di precariato, ho aperto la partita iva e vendo le croci luminose alle farmacie con strabiliante successo! Sono nato a Maglie, ho quasi 40 anni, e vent’anni fa mi chiesero di candidarmi con Forza Italia; io risposi “No grazie, sono comunista!” concretizzando la consapevolezza di essere la pecora nera della famiglia che mi avrebbe voluto democristiano, sposato in chiesa e impiegato in banca. Ora convivo con Luisa, milito nella sinistra salentina e la cosa “strana” è che, dopo anni di disoccupazione e precariato, se oggi ricevessi una telefonata simile, la mia risposta sarebbe la stessa.
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