Che strano Consiglio

Che strano Consiglio

Quando alle 16 di oggi ero seduto tra il pubblico dell’aula consiliare tutto avrei immaginato tranne che il Consiglio Comunale non venisse celebrato per assenza di numero legale.

I banchi della minoranza erano già pieni e si stavano riempiendo anche quelli della maggioranza; il Consigliere Chirilli dice “attendiamo un paio di altri minuti” ma il sindaco Toma insiste “facciamo l’appello“.

In quel preciso momento, le vistose assenze tra le fila della maggioranza (tra queste quella dei consiglieri Fitto, Giannotti, Vincenti e Rizzo) sono compensate dalla compatta presenza di tutti i consiglieri di opposizione.

Tutto bene – mi dico – c’è il numero legale sufficiente per aprire la seduta e discutere l’interessante ordine del giorno presentato dal consigliere Chirilli, e dal resto dell’opposizione, relativo all’appalto comunale per la pubblica illuminazione. Forse – penso tra me e me, incrociando le dita – questa è la volta buona per vedere l’approvazione di un ordine del giorno presentato dalle opposizioni.

Ma, nemmeno il tempo di iniziare l’appello e la minoranza abbandona la propria postazione; il numero legale non c’è più, la seduta è sciolta e il consiglio è rinviato a domani in seconda convocazione alle h 16.

Il consigliere Chirilli, si avvicina ai banchi del pubblico occupati dai giornalisti e li invita nella saletta adiacente  per una conferenza stampa dell’intera opposizione.

Di seguito l’intero video delle dichiarazioni dei consiglieri di minoranza.

Mi chiedo.

Se l’opposizione aveva a cuore la trattazione dell’ordine del giorno che aveva presentato,  perchè ha abbandonato il consiglio?

Se quest’estate ci siamo meravigliati quando i consiglieri di opposizione, rimanendo in aula, hanno consentito alla maggioranza di approvare la delibera sul riaccertamento dei crediti e dei debiti (e quindi sfuggire alla procedura di commissariamento), oggi ci meravigliamo del fatto che la minoranza, abbandonando l’aula, abbia di fatto impedito la trattazione (anche l’approvazione?) del proprio ordine del giorno.

Forse capiremo meglio domani con il Consiglio riunito in seconda convocazione. “Dopotutto domani è un altro giorno…”. Come direbbe Rossella O’Hara.

About Luigi Gianfreda

Come si dice in maniera politicamente corretta, “sono diventato imprenditore di me stesso!”; dopo anni di precariato, ho aperto la partita iva e vendo le croci luminose alle farmacie con strabiliante successo! Sono nato a Maglie, ho quasi 40 anni, e vent’anni fa mi chiesero di candidarmi con Forza Italia; io risposi “No grazie, sono comunista!” concretizzando la consapevolezza di essere la pecora nera della famiglia che mi avrebbe voluto democristiano, sposato in chiesa e impiegato in banca. Ora convivo con Luisa, milito nella sinistra salentina e la cosa “strana” è che, dopo anni di disoccupazione e precariato, se oggi ricevessi una telefonata simile, la mia risposta sarebbe la stessa.
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